“Il romanzo impossibile da scrivere senza inventare una lingua”. Questo è il titolo della recensione di Amanti elementari di Luca Mastrantonio – che ringrazio – uscita oggi su 7, Corriere della sera.
Mi pare che il titolo dica l’essenziale del mio lavoro, ciò su cui si concentra il mio impegno, la lingua, in generale il linguaggio, poiché, come diceva ne L’abecedario Gilles Deleuze, “Si scrive per gli animali, scrive al posto degli animali”. O arriviamo lì, o non c’è vera scrittura.
Come è successo con la Repubblica, che ben due volte ha ospitato recensioni del romanzo (a firma di Antonella Cilento e Serenella Iovino), anche il Corriere ha concesso due spazi, prima a firma di Telmo Pievani e ora Luca Mastrantonio. Non accade tutti i giorni; non accade a tutti i romanzi.
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