“Inclassificabile, non collocabile” il romanzo di Paolo Sortino secondo la recensione di Micol Treves del Demone custode. Un romanzo “al confine e all’opposto”. La ringrazio per queste parole, per la sua lettura, per aver colto l’essenza di un’opera che punta al ribaltamento del modo in cui viviamo gli affetti primari e la loro perdita, non rendendoci conto che lasciando agire certi automatismi interiori non vediamo nel lutto l’occasione per fare l’esperienza fondamentale della nostra liberazione.
«Sempre colmo di dignità, Paolo Sortino, refrattario ai copioni già scritti e a varie forme di potere, caratteristiche che si ritrovano nell’io narrante del suo nuovo libro, chiuso il quale emerge fortissimo il senso di gratitudine per avere ritrovato uno scrittore, che come pochi sa interrogarsi sulla vita e sulla morte.»
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«Scrive di piacere e di desiderio, di ricchezza e povertà, Paolo Sortino, di tradimenti degli ideali, dell’amore adulto per la moglie Alessandra, in questo libro che è un miracolo piccolo solo per le dimensioni del volume. E scrive di una terra di nessuno dove si muove la sua diversità, uno stare al confine o all’opposto di quel che va per la maggiore, inclassificabile, non collocabile.»
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